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| La panchina rossa dedicata a Jessica Poli a Canneto sull'Oglio |
Nella foto del profilo, Renza bacia il suo O., nipote dal sorriso dolcissimo. È un’immagine di tenerezza che sembra cancellare 12 anni di sofferenza e difficoltà indicibili. A condannarli all’«ergastolo del dolore» come dice lei, il 13 febbraio del 2007 33 coltellate sferrate dal marito tunisino alla moglie, Jessica, una ragazza di 33 anni di Canneto sull’Oglio, nel mantovano. Mamma di O. e figlia di Renza. Il corpo martoriato di Jessica riaffiorò dal fiume dopo un mese, durante il quale il killer continuò a raccontare al figlio di 4 anni che la madre lo aveva abbandonato, mentre con gli altri recitava la parte del marito disperato. L’antefatto: lei voleva separarsi perché lui era sempre più ossessivo. «Sapevo che litigavano e volavano piatti. Jessica non ci ha mai parlato di botte. Ma forse voleva proteggerci e noi non abbiamo capito». Lui durante il processo non ha mai confessato. Sta scontando una condanna a 30 anni.

