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sabato 6 gennaio 2018

Meccanoscritto, tute blu alla macchina da scrivere

C’erano una volta le tute blu,  i picchetti, gli scioperi,  la lotta di classe, le vittorie, lo statuto dei lavoratori. Poi sono cambiate le parole e non solo: globalizzazione, delocalizzazione, interinale, partita Iva, jobs act. Due cose sono rimaste uguali: salvo eccezioni i padroni sono sempre “cattivi” e preferiscono togliere piuttosto che dare, e il lavoro in fabbrica, anche in quella robotizzata, lucida e immacolata che piace a Marchionne, continua ad essere un lavoro duro, che logora, fatto di ritmi serrati, infortuni e pause negate. Eppure la fabbrica, anche nella stagione delle start up e della gig economy dei lavoretti, conserva una sua inalterata bellezza e nobiltà: nel mondo del sindacato declinante e della parcellizzazione dei diritti, la fabbrica è tuttora  un posto dove si tessono relazioni e reti di solidarietà e dove il conflitto ha ancora diritto di residenza.


C’è molto di questo, molta nostalgia e disincanto in uno strano libro che mette insieme Luciano Bianciardi, WuMing2, lo storico Ivan Brentari, la Fiom, operai degli anni ‘60 e operai di oggi per fare “letteratura operaia”. Meccanoscritto (Alegre, pag. 350, euro 16, uscito a marzo) nasce da una serie di coincidenze: nel 2012 Brentari per caso trova negli archivi del lavoro di Sesto San Giovanni uno scatolone con gli elaborati di un concorso letterario indetto dalla Fiom nel 1963, sul tema della  lunga battaglia sindacale per il contratto nazionale dei metalmeccanici tra il 62 e il 63. Tra i giurati teste fini come Luciano Bianciardi, Franco Fortini, Umberto Eco, Giovanni Arpino e Mario Spinella, oltre a Giuseppe Sacchi, segretario  della Fiom. Premio 100mila lire, più o meno la paga mensile di una tuta blu. La notizia viene data sul Metallurgico, giornale della Fiom, e sull’Unità. Arrivano una ventina di elaborati, vince La prova, di Gastone Iotti, operaio della Slanzi di Reggio Emilia, che racconta di come due delegati riescano a convincere gli impiegati ad aderire agli scioperi.