martedì 25 giugno 2013
Quel pasticciaccio di Josefa Idem
Lo stupefacente candore con cui la tedesca Josefa Idem giustifica il pasticciaccio dell'Imu ha un tocco tipicamente italico. Dire che lei è onesta, ma non infallibile, dovrebbe suscitare tenerezza e complicità da parte di tutti noi vessati dal fisco bizantino che dissemina trappole sul cammino del contribuente. Se però un errore materiale lo si commette con complicati magheggi trasformando una palestra in una casa e via discorrendo, allora è difficile passare per sprovveduti, cosa che comunque nemmeno per un ministro dello sport sarebbe una medaglia. Si finisce nella categoria dei furbetti, quelli di piccolo cabotaggio, convinti di esser nel giusto a tentarle tutte pur di sfuggire al fisco rapace: una prestazione in nero, un' Imu taroccata, trucchetti quasi innocui. Quasi però. E obbligare il premier a mandarla a casa lui, senza aver presentato a priori le proprie dimissioni pur nell'eventuale convinzione di essere nel giusto, tirando in ballo la solita macchina del fango è stato un altro errore madornale.
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pubblicato su Metro
lunedì 24 giugno 2013
Quella sedia vuota di Papa Francesco davanti alla musica
Gentilezza. È stata una delle prime parole pronunciate da Bergoglio, una chiave potente per spalancare cuori, credenti o meno. Ma non è stato poco gentile il forfait riservato all'orchestra Rai e alla Nona di Beethoven in Vaticano? Non possiamo nè vogliamo sindacare gli impegni del Papa, ma l’interpretazione che si è data di quella sedia vuota, come gesto di rifiuto della mondanità, come se la musica fosse tour court un diversivo, una lambada e non, in particolare la Nona, qualcosa che appartiene all’espressione più preziosa - divina? - , dell’essere umano. Insomma quella sedia vuota davanti ad un’orchestra, in un momento in cui nel mondo le orchestre chiudono, vedi la Grecia e da noi il Maggio fiorentino, schiacciate dal peso di egoismi economici e di una crisi malgestita, contro cui lo stesso Papa ha spesso inveito, non è stato un bel segnale. Ma ci sforzeremo di capire il sottile messaggio che lega la benedizione delle Harley Davidson e il bidone riservato a Beethoven.© Riproduzione riservata
pubblicato su Metro
lunedì 10 giugno 2013
LA MUCCA ERCOLINA E' FUGGITA
Giancarlo Gentilini l’ho conosciuto nel 2000, circa a metà della sua lunga stagione da sindaco - proseguita poi sotto le spoglie di vicesindaco di un sindaco fantoccio - nel suo ufficio al Comune di Treviso, dominato da una collezione di cappelli da alpino di tutti i materiali e dalla fascia della Mucca Ercolina, simbolo della battaglia delle quote latte. So che se lui, highlander vero, ora dice che la stagione della Lega è finita, c’è assolutamente da credergli.
mercoledì 5 giugno 2013
TOGLIERE LA CHIAVE ALLA FERRARI DI GRILLO
Breve premessa. Il mio giornale non percepisce finanziamenti pubblici. Vive di sola pubblicità e quindi, agli occhi dei puri, al soldo dei padroni. Difficile dire quali: gli inserzionisti sono tali e tanti che il possibile conflitto di interesse è a somma zero e accontentarli tutti onestamente impossibile. In effetti vorrei guadagnare di più, ma non mi definirei una poveraccia pagata pochi spiccioli e quindi ricattabile.
Ecco, ora vorrei esprimere un’opinione mia e soltanto mia sul Grillo degli ultimi giorni. A me ricorda uno che si sia trovato al volante di una Ferrari avendo guidato prima solo 500 e abbia deciso di fermarla andando a sbattere contro un muro. Il Grillo sempre più irascibile e sulfureo, quasi sofferente, sembra voler mascherare la fatica di gestire il formidabile successo elettorale, forse sottovalutato in tutto il suo carico di responsabilità. Delegare in questi casi aiuta, ma il comico non si fida dei suoi inesperti e volenterosi cittadini. E forse non si fida nemmeno di sé stesso, perché tra l’improvvisare comizi e destreggiarsi nelle istituzioni c’è ancora qualche differenza. Allora meglio mandare all’aria tutto, mantenendo intatta l’illibatezza. E il marchio. Ma avvelenando i pozzi prima. Così ogni giorno viene prospettato il nostro lugubre futuro: se il M5S prenderà tutto forse ci salveremo, altrimenti scoppierà la rivolta di piazza, arriveranno i forconi, la primavera araba, evocata dal comico anche in un’intervista su questo giornale. E a qualche sprovveduto o disperato o malintenzionato potrebbe persino sembrare una forma di legittimazione. Cambia poco se qualche grillino ora va in tivù, svolta resa necessaria per temporeggiare sul malcontento interno, ma senza avere nulla di nuovo da dire.
Peccato. In ogni caso per fermare la Ferrari in corsa suggerisco un sistema meno cruento: togliere la chiave. E magari darla a qualcun altro.
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