lunedì 1 luglio 2013

Crisi dell'euro: letteratura batte economia

Che cosa ne sarà dell'euro? Ma soprattutto cosa ne sarà dell'Europa? A queste domande non riescono a dare una risposta nè gli economisti, nè tanto meno i politici. I primi sono alle prese con i conti che non tornano e gli altri non sanno come uscire dalla grande narrazione dell'austerity che avrebbe risolto i nostri problemi e invece li ha solo peggiorati. Petros Markaris, intellettuale e scrittore greco, collaboratore di Anghelopulos, da tempo nella sua serie di polizieschi racconta l'attualità della Grecia sfiancata dalla crisi e nell'ultima si immagina ciò che economisti e governi non vogliono nemmeno sentir nominare, ma di cui tutti i cittadini parlano: l'uscita dall'euro. L'ho intervistato su  Metro

martedì 25 giugno 2013

Quel pasticciaccio di Josefa Idem


Lo stupefacente candore con cui la tedesca Josefa Idem giustifica il pasticciaccio dell'Imu ha un tocco tipicamente italico. Dire che lei è onesta, ma non infallibile, dovrebbe suscitare tenerezza e complicità da parte di tutti noi vessati dal fisco bizantino che dissemina trappole sul cammino del contribuente. Se però un errore materiale lo si commette con complicati magheggi trasformando una palestra in una casa e via discorrendo, allora è difficile passare per sprovveduti, cosa che comunque nemmeno per un ministro dello sport sarebbe una medaglia. Si finisce nella categoria dei furbetti, quelli di piccolo cabotaggio, convinti di esser nel giusto a tentarle tutte pur di sfuggire al fisco rapace: una prestazione in nero, un' Imu taroccata,  trucchetti quasi innocui. Quasi però. E obbligare il premier a mandarla a casa lui, senza aver presentato a priori le proprie dimissioni pur nell'eventuale convinzione di essere nel giusto, tirando in ballo la solita macchina del fango è stato un altro errore madornale.
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pubblicato su Metro

lunedì 24 giugno 2013

Quella sedia vuota di Papa Francesco davanti alla musica

Gentilezza. È stata una delle prime parole pronunciate da Bergoglio, una chiave potente per spalancare cuori, credenti o meno. Ma non è stato poco gentile il forfait riservato all'orchestra Rai e alla Nona di Beethoven in Vaticano? Non possiamo nè vogliamo sindacare gli impegni del Papa, ma l’interpretazione che si è data di quella sedia vuota, come gesto di rifiuto della mondanità, come se la musica fosse tour court un diversivo, una lambada e non, in particolare la Nona, qualcosa che appartiene all’espressione più preziosa - divina?  - , dell’essere umano. Insomma quella sedia vuota davanti ad un’orchestra, in un momento in cui nel mondo le orchestre chiudono, vedi la Grecia e da noi il Maggio fiorentino, schiacciate dal peso di egoismi economici e di una crisi malgestita, contro cui lo stesso Papa ha spesso inveito, non è stato un bel segnale. Ma ci sforzeremo di capire il sottile messaggio che lega la benedizione delle Harley Davidson e il bidone riservato a Beethoven.

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pubblicato su Metro 

lunedì 10 giugno 2013

LA MUCCA ERCOLINA E' FUGGITA


Giancarlo Gentilini l’ho conosciuto nel 2000, circa a metà della sua lunga stagione da sindaco - proseguita poi sotto le spoglie di vicesindaco di un sindaco fantoccio - nel suo ufficio al Comune di Treviso, dominato da una collezione di cappelli da alpino di tutti i materiali e dalla fascia della Mucca Ercolina, simbolo della battaglia delle quote latte. So che se lui, highlander vero, ora dice che la stagione della Lega è finita, c’è assolutamente da credergli.